THE GRASS so little has to do,—
A sphere of simple green, With only butterflies to brood, And bees to entertain, And stir all day to pretty tunes The breezes fetch along, And hold the sunshine in its lap And bow to everything; And thread the dews all night, like pearls, And make itself so fine,— A duchess were too common For such a noticing. And even when it dies, to pass In odors so divine, As lowly spices gone to sleep, Or amulets of pine. And then to dwell in sovereign barns, And dream the days away,— The grass so little has to do, I wish I were a hay! L'erba ha poco da fare -
una sfera di umile verde
dedita solo a nutrire farfalle
e intrattenere api,
sta tutto il giorno a cantare canzoni
in concorrenza con la brezza
tiene in grembo la luce del sole
e si inchina a ogni cosa;
infila gocce di rugiada tutta la notte,
come perle, e si fa così bella che
una duchessa al confronto risulta volgare
rispetto a come lei fa il suo ingresso.
E perfino quando muore, il suo transito
avviene con odori di intensità divina
come spezie messe a riposo
o amuleti di pino.
Si trattiene poi in fienili sovrani,
e passa i giorni sognando, -
l'erba ha poco da fare
e io vorrei essere un po' di fieno!
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"Domino Sancto et in Christo Patri, Romanae pulcherrimo Ecclesiae Decori, totius Europae flaccentis augustissimo quasi cuidam Flori, egregio Speculatori, Theoria utpote divinae Castalitatis perito, ego, Bar-iona (vilis Columba), in Christo mitto Salutem." ~*~*~*~*~*~ Sancti Columbani, Epistula I ad Gregorium papae, AD 600